In un intervento precedente all’apertura delle scuole italiane la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina paragona il percorso che ha portato al rientro degli studenti a scuola al viaggio che Ulisse (Odisseo) fece per tornare da Ilio alla sua amata Itaca.

“C’è sempre questa tendenza da un po’ di tempo di prendere a piene mani dalla letteratura classica – spiega Matteo Panari, Contributor per Dip.news – ed è un’azione che è particolarmente scivolosa e fragile, io non vedo la scuola di settembre come un ritorno perchè il viaggio di Ulisse è un nòstos che dura 10 anni dove ne combina di cotte e di crude, portando anche alla morte dei compagni. Quindi bisogna stare attenti nel citare. Ricordo che già nel 2016 l’allora Presidente del Consiglio Renzi per la presidenza del semestre europeo fece questa strana metafora citando la “Generazione Telemaco”, che io fatico ancora a comprendere.

Noi abbiamo riportato gli studenti nel loro habitat per apprendere e per far vivere loro quella vita di comunità di cui sentivano grande mancanza. Quello di Ulisse è un ritorno in patria dopo 10 anni di guerra. Bisogna stare attenti a citare dalla cultura classica perchè il più delle volte non ci si prende.”

Non si sono sffrettati i tempi forzando un po’ la mano?

“Io credo che se avessimo atteso i primi di ottobre non sarebbe successo nulla. La fretta è testimoniata da questo inciampo incomprensibile, dell’inizio della scuola prima delle elezioni. Mi è parso un equivoco quasi banale. Se ottobre sembrava una data troppo lontana sinceramente avremmo dovuto aspettare almeno che la liturgia delle elezioni si concludesse.”

Queste regole che sono state date? Sono efficaci pere tutte le scuole?

“Diciamo che capisco l’obbligo da parte delle istituzioni di diffondere protocolli, è come per il libretto illustrativo per i farmaci. In secondo luogo però non credo che un protocollo emanato da un ministero a Roma sia applicabile ovunque in questo Paese. Infatti, nelle parti del Paese in cui l’edilizia scolastica è più avanzata l’attuazione dei protocolli è stata più facile ed immediata. Abbiamo però assistito come in alcune parti ci siano stati dei grossi problemi.”

Per ascoltare l’intervista completa:

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