Il tour de force del Ministro degli Interni fa tappa a Reggio Emilia. Matteo Salvini arriva con la sua scorta alle 11.30, scende dall’auto blu e ad aspettarlo trova la consueta folla, ormai ci siamo abituati. Camicia bianca, giubbotto senza maniche, aria decisa e risoluta, il carisma non è sicuramente ciò che gli manca.

La prima parte della sua visita consiste, con grande preoccupazione dei suoi uomini e della questura, in un giro per il mercato, dove, tra bancarelle, fans agguerriti in cerca di un selfie e qualche contestatore che lancia qualche timido “Buuh”, Salvini fa quello che gli riesce meglio: stare in mezzo alla gente.

Forza Matteo!’, ‘Mi raccomando tenete duro, ora tocca a voi!’ le acclamazioni di questo genere accompagnano il Vice Primo Ministro, tra un selfie e l’altro, fino in piazza Casotti. E’ qui infatti che ha luogo il comizio elettorale. Una piazza di dimensioni ridotte, a ridosso del municipio e, ironia della sorte, dove ha sede il museo del Tricolore. La pioggia non ferma il Ministro che, una volta salito sul palco, arringa la folla utilizzando a regola d’arte gli strumenti che gli hanno permesso di costruire un consenso così forte: gli slogan.

Video di Gabriele Gatti

Grazie! L’Emilia ha ritrovato l’orgoglio di rialzare la testa!‘. ‘Gli immigrati regolari sono miei fratelli, il mio problema son quei cazzo di spacciatori clandestini che voglio rispedire da dove sono venuti‘. Si ferma qui Matteo Salvini, agli slogan. Nessun approfondimento, nessuna nuova proposta, l’obiettivo è solo uno infatti, essere osannato dalle oltre cinquecento persone presenti. Lo fa trattando in modo semplicistico argomenti complessi, dalla magistratura alla sicurezza, dall’immigrazione alle “povere” partite iva che in questi anni di sinistra hanno sofferto.

E la sinistra? La sinistra è la grande assente, seppur Reggio Emilia abbia dimostrato negli anni di essersi guadagnata la Medaglia d’Oro alla Resistenza, nessuna contro-manifestazione si oppone a Matteo Salvini, nessuna bandiera sventola in risposta alle decine di stendardi raffigurati il Guerriero Legnanense.

Ore 12.30, il comizio si avvia alla conclusione, è quasi ora di pranzo e il Segretario della Lega è atteso in un ristorante-pizzeria a pochi km dal centro storico. ‘Qualcuno vuole fare una foto? Non andrò via finchè non avrò fatto l’ultimo selfie‘. Così il Ministro dell’Interno costruisce il consenso, rendendosi disponibile per oltre un’ora a farsi selfie con centinaia di persone. Al termine della sfilata in cui persone di tutte le età hanno potuto interagire con il loro idolo, alla stregua di una pop star, Salvini è stato scortato verso una nuova tappa del suo tour elettorale.

Nicola Fornaciari

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